1976. Esce King Kong, remake del film del 1933 con effetti animatronici di Rambaldi. Ma nessuno ricorda il sequel superflop del 1986

King Kong

Diretto da John Guillermin (1925-2015) e prodotto da Dino De Laurentiis (1919-2010), il King Kong del 1976 è il celebre remake del classico film del 1933.
Interpretato da Jeff Bridges (1949), Charles Grodin (1935) e Jessica Lange (1949), King Kong ottiene un successo straordinario grazie agli effetti speciali animatronici di Carlo Rambaldi (1925-2012), premiati con un Oscar.

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Gli effetti di Rambaldi

Suo era il robot pupazzo di 12 metri ed il braccio meccanico a grandezza naturale di King Kong che sosteneva Jessica Lange. Anche se nelle maggior parte delle inquadrature il gorilla era solo il truccatore Rick Baker (1950) in costume.

King Kong 2

Pochi invece ricordano il sequel del 1986 King Kong 2 (King Kong Lives), clamoroso flop pure firmato da De Laurentiis.

King Kong

King coma

Già dalla trama si percepiscono gli elementi deboli del seguito del film del ’76.
Sono passati dieci anni da quando si pensava che King Kong fosse stato ucciso. In realtà, il gorilla gigante è vivo e tenuto in stato di coma presso un istituto universitario di medicina in Georgia.

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Nel Borneo

Mentre Kong dorme un sonno pluriennale, un esploratore, Hank Mitchell (Brian Kerwin, 1949), durante una battuta di caccia nel Borneo, trova un esemplare femmina della sua stessa razza. L’uomo decide di catturare l’animale e cederlo per una grossa somma di denaro alla stessa università medica ove viene tenuto in vita King Kong.

King Kong

Lady (King) Kong

Il plasma della femmina (denominata senza molta fantasia Lady Kong) è utilizzato per un’operazione di trapianto di cuore tesa a svegliare Kong dal coma. L’intervento ha buon fine e il gorilla si riprenderà, innamorandosi – ovviamente – della femmina. Con la quale – altra banalità – fuggirà sulle montagne.

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Il solito colonnello….

Sennonché, al solito, si mettono di mezzo i militari, al comando dello spietato colonnello R.T. Nevitt (John David Ashton, 1948). Quest’ultimo intenzionato, nonostante ordini superiori contrari, ad uccidere (non si sa bene perché) le due creature. La squadra del colonnello riuscirà a catturare Lady Kong e a rinchiuderla in un pozzo d’acciaio.

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La nuova apparente morte di King Kong

Per parte propria, King Kong, caduto da una scogliera, sembra (nuovamente) essere morto. Tuttavia, appena il suo cuore riprende forza, la bestia si rimette in movimento per soccorrere la compagna. La quale, dulcis in fundo, è gravida.

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Il sacrificio

Kong libera quindi la sua femmina, ma, inseguito dall’esercito, dopo un lungo scontro è abbattuto e cade in una stalla. Non prima (chiaramente) di uccidere Nevitt, schiacciandolo con un pugno.

La nascita del figlio

Prevedibilmente il gorilla muore (si suppone definitivamente), riuscendo però ad assistere alla nascita del figlio.

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E i superstiti vissero felici e contenti

Lady Kong, assieme al proprio piccolo, verranno portati in Borneo, dove potranno finalmente vivere in pace.

Critica e botteghino negativi

Differentemente dal film di dieci anni prima, uno dei film di maggiore incasso dell’epoca, King Kong 2 fu un completo flop economico. Contro un costo di produzione stimato di circa 10 milioni di dollari, ne ricavò 4,7 nelle sale degli Stati Uniti. Il film fu stroncato dalla critica, che affossarono anche De Laurentiis.


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