1975. Su una tv locale napoletana una bella dietologa si fa notare. La conosceremo come Dottoressa Tirone. E finirà al centro di un mistero

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1975. E’ il momento delle televisioni libere e su una delle più note emittenti napoletane, Canale 21, parte un programma dedicato alle persone in sovrappeso. La trasmissione, con la classica ironia partenopea, si chiama Il salotto dei grassottelli. Lo conduce una giovane e bella ragazza di 23 anni, laureanda in medicina, figlia di un avvocato originario di Paolisi in provincia di Benevento: Alma Manuela Tirone.

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Alma che spacca il video

Alma è appariscente, molto alta (1,81 m), simpatica, spigliata, colta e dotata in eloquio fluido. Piace alle donne, che non rimprovera, comprendendone le debolezze e seduce gli uomini con un tono sensuale, sussurrato, ammiccante. E soprattutto accavallando le gambe al momento giusto.

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Nasce la dottoressa Tirone

L’anno successivo Alma si laurea in Medicina e si specializza come dietologa e in endocrinologia.
Nasce così la dottoressa Tirone, che negli anni successivi entrerà nei televisori di tutta Italia.

Consulente della Texas Instruments

La dottoressa Tirone non lavora solo in tv: è anche un medico generico mutualista per l’Usl 38 di Napoli ed è titolare di studi di dietologia a Napoli, Roma e Milano. Non solo, la Tirone è anche consulente della multinazionale Texas Instruments nell’elaborazione dei menu della mensa aziendale per i 600 dipendenti dello stabilimento di Aversa.

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I libri e le tisane

La Tirone, oltre che conduttrice tv, è anche scrittrice: i suoi testi sulle diete (Dieta Minilinea, Dieta Express, Dieta Blocca-Peso e Sistema Cellulite), spopolano nelle librerie e spingono le sue famose tisane (Tidepura, Tirinnova, Tisamara, Tisalax).

La parodia di Drive In

La notorietà della dottoressa Tirone cresce a tal punto da essere oggetto di ospitate televisive sulle reti nazionali e di una parodia nella celebre trasmissione Drive In.

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L’inciampo giudiziario

Nel 1989, al culmine della carriera, la Tirone inciampa però in guai giudiziari che l’accompagneranno per tutti gli anni ’90 travolgendone la carriera. Tutto parte da una denuncia di appropriazione indebita per una presunta riscossione non autorizzata di un vaglia postale del valore di 156.000 lire e un procedimento giudiziario per bancarotta della sua società Farmaleader. Processo celebrato nel 1998 e conclusosi con un’assoluzione.

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La rapida discesa

Dallo scandalo giudiziario la Tirone non riuscirà più a risollevarsi, ritrovando una diversa notorietà attraverso la denuncia di un presunto complotto nei suoi confronti orchestrato da politici, magistrati e alti funzionari, poi coinvolti negli scandali di Tangentopoli.

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Amante di Guttuso?

La Tirone tornerà poi sulle pagine dei giornali e in tv a seguito di dichiarazioni di una liason con Renato Guttuso (1911-1987), per il quale sarebbe stata modella per il celebre quadro Il Caffè Greco. Nonché beneficiaria di parte dell’eredità del pittore in un testamento mai ritrovato.

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La sparizione

Col nuovo millennio la dottoressa Tirone avvierà un sito internet (www.dottoressatirone.it), che supererà rapidamente i 100 mila contatti ponendo le premesse per tornare in auge. Sennonché, quasi improvvisamente, se ne perderanno le tracce.

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Le indagini sulla morte presunta

All’inizio del 2008 si diffondono sul web le notizie di una sua morte avvenuta agli inizi di marzo, avallata dalla sua presenza tra i colleghi scomparsi del bollettino dell’Ordine dei medici della Campania di giugno.
La vicenda è tuttavia circondata dal mistero, in quanto sul sito internet è presente una sua risposta ad un commento datato 8 aprile, quindi successivamente alla presunta morte.

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Il certificato di morte

Nel corso delle indagini viene però recuperato un certificato di morte risalente al 3 marzo. Tuttavia, approfondimenti successivi comproveranno che negli atti ufficiali il decesso risulta essere avvenuto il 16 marzo 2008, presso l’Ospedale Generale Giuseppina Vannini di Roma.

La parrucchiera Tirone

Sul web si moltiplicano però le voci che darebbero la dottoressa Tirone viva ed esercitante la professione di  parrucchiera a Milano, sotto falsa identità. Partono così diverse inchieste giornalistiche e del caso si interessa anche la trasmissione Chi l’ha visto?
Le ricerche si fermano però con l’acquisizione di un certificato di morte ritenuto, questa volta, attendibile.

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Un lustro misterioso

Per cinque anni la notizia e le cause della morte della dottoressa Tirone continuano a rimanere avvolte nel mistero, finché la sua tomba non è individuata poco lontano da quella dei genitori e dei nonni. Era rimasta ignota in quanto, per sua espressa volontà, recava le sole iniziali A.M.T.
La causa del decesso, tuttora non chiara, sarebbe una grave e improvvisa malattia di cui la dottoressa Tirone avrebbe preferito tenere all’oscuro amici e conoscenti.

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