1972. A come Andromeda: capolavoro di fantascienza che anticipa Contact del 1997. “Questa storia si svolge in Inghilterra l’anno prossimo”

A come Andromeda

Dopo il successo de Il Segno del Comando (1971), l’anno successivo la RAI ci ritenta, questa volta virando dal paranormale alla fantascienza, con A come Andromeda. Cinque puntate che, come nel caso precedente, incollarono allo schermo gli italiani.

Complottisti ante litteram

Rivisitazione dello scrittore Inisero Cremaschi della miniserie televisiva A for Andromeda prodotta dalla BBC nel 1961 su sceneggiatura di Fred Hoyle e John Elliot, A come Andromeda anticipa un tema che sarebbe diventato negli anni venire estremamente caro ai complottisti: quello delle iniziative ombra dei governi.

L’anno prossimo

Curiosa l’apertura di ognuna delle puntate: “Questa storia si svolge in Inghilterra l’anno prossimo”.

A come Andromeda

Il messaggio dallo spazio

L’ambientazione è in futuro non precisato, ma non troppo lontano, in occasione dell’inaugurazione presso l’osservatorio di Bouldershaw Fell – una località di fantasia dello Yorkshire (in realtà girata a Cascina Vione, Basiglio in provincia di Milano, nel tratto viario per Pieve Emanuele, ribattezzato da allora “strada di Andromeda”).

Andromeda

Sistema binario

Lì si inizia ad impiegare un potente radiotelescopio, quando immediatamente l’équipe scientifica condotta dal fisico John Fleming (impersonato da Luigi Vannucchi, 1930-1978) e dall’ingegner Dennis Bridger (Mario Piave, 1940-1979), riceve un segnale proveniente dalla Galassia di Andromeda che, dopo una notte di ascolto, risulta essere strutturato in sistema binario.

L’infiltrata

Della partita è anche una nuova addetta stampa Judy Adamson (una bravissima Paola Pitagora, 1941), in realtà agente del servizio segreto, incaricata dal suo superiore di indagare su una fuga di notizie che sembra provenire dall’interno dell’osservatorio.

A come Andromeda

Il progetto del Supercalcolatore

Il messaggio consegnato ai terrestri contiene le istruzioni per costruire un supercalcolatore (idea poi ripresa dal film del 1987 Contact diretto da Robert Zemeckis, adattamento cinematografico dell’omonimo romanzo del 1985 di Carl Sagan), che, pian piano, si scoprirà essere finalizzato a creare una nuova forma di vita artificiale.

Andromeda: reincarnazione di Christine?

Quest’ultima è una silenziosa e misteriosa creatura (molto somigliante alla ricercatrice Christine Flemstad che poco prima della sua “nascita” aveva perso la vita)  che viene chiamata “Andromeda”, impersonata da Nicoletta Rizzi (1940-2010), che aveva sostituito Patty Pravo, scelta inizialmente per il ruolo di Andromeda ma aveva poi abbandonato il set in Sardegna.

Andromeda

Aliena,  ça va sans dire, superiore

Andromeda ha un’intelligenza superiore e facoltà mnemoniche eccezionali, anche se sembra priva di qualsiasi emozione.

Minaccia per l’umanità

Ovviamente la creatura e le sue potenzialità attirano gli interessi dei servizi segreti, dei militari di tutto il mondo, finché il capo dell’equipe, Fleming, comincia a temere che il supercomputer (e quindi Andromeda che ne è parte) costituisce una minaccia per l’umanità.

La fuga e l’epilogo

Il finale è veramente tale (e non quasi sempre aperto come accade oggi): dimostratasi in realtà in grado di provare emzioni, Andromeda fugge lungo la scogliera e arrivata in cima al promontorio decide di uccidersi, lasciandosi cadere in mare.
Fleming e Judy, sopraggiunti poco dopo, vedono il suo scialle galleggiare comprendendo come la sua morte sia la fine anche del calcolatore, su cui cade una responsabilità umana: “Abbiamo creato un essere umano, ma non abbiamo saputo dargli la volontà di vivere”.