1962. Il poeta Dario Sala brevetta un materiale col suo acronimo: il DAS. Ma lo vende subito alla Adica Pongo rinunciando ad una percentuale sulle vendite

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DAS è l’acronimo di Dario Sala, cioè il poeta pacifista e chansonnier che nel 1962 inventò (e brevettò) la famosissima pasta sintetica per modellare a base minerale. E che la cedette subito e a poco prezzo alla Pongo, che ne fece un prodotto di successo.

Pasta non al forno

Molto simile nelle sue proprietà alla creta, il DAS si differenzia perche non ha bisogno di essere scaldata in forno per indurirsi.

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Il poeta che rinunciò alla fortuna

A dispetto delle previsioni, Sala (1912-2005) – che nella vista era antiquario, chansonnier e poeta pacifista – non trasse profitto dalla sua invenzione. Ciò in quanto – in assenza di capitali da destinare alla produzione -, Dario Sala cedette presto e per un prezzo molto contenuto alla Adica Pongo di Lastra a Signa (Firenze) il suo brevetto, rinunciando addirittura ad una quota sulle vendite.

Il DASenno di poi

Visto il successo che l’Adica Pongo trasse dal DAS, una percentuale sulle vendite della pasta avrebbe sistemato a vita Sala, considerato il successo che il prodotto ebbe tra gli anni 60 e 70.

DAS

I tre colori del DAS

Il DAS fu inizialmente prodotto dalla Adica Pongo solo in colore grigio. Successivamente furono aggiunte una versione bianca e una color terracotta, tuttora disponibili in commercio a differenza di quella originaria.

La controversa presenza di amianto

Uno studio pubblicato nel 2015 dallo Scandinavian Journal of Work Environment and Health gettò ombre sul prodotto. L’analisi della pasta prodotta in Italia dalla Adica Pongo tra il 1963 e il 1975 (l’azienda chiuse nel ’93, quale conseguenza dello spostamento di gradimento dei bambini verso i giochi elettronici), rilevò che nella stessa erano presenti fibre di amianto. Elementi – va detto – non più presenti nella ricetta odierna.

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Non rompete gli oggetti realizzati negli anni 60 col DAS

I rilevamenti evidenziarono però anche come, pur essendo possibile la presenza di amianto in manufatti modellati in DAS tra il 1960 e il 1970, «questi articoli non rappresentano un rischio per la salute di chi li possiede». Venne pertanto raccomandato «di non rompere tali oggetti e non ridurli in polvere, perché le fibre di amianto potrebbero ancora disperdersi in aria con il rischio di essere inalate».

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