Noi che riparavamo la gomma bucata della bicicletta armati di forbice, mastice, carta vetrata, vecchia camera d’aria, bacinella e…. posate

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Dopo le imprecazioni di prammatica, alla gomma della bicicletta bucata negli anni 60, 70 e 80 seguiva il rituale della riparazione artigianale.
L’era dell’usa, (buca) e getta era infatti ancora lontana: prima degli anni ’90 la gomma della bici si riparava. Dal ciclista (sì, sì: secondo la Treccani il ciclista è anche il “meccanico che ripara biciclette” e non solo l’atleta…) o artigianalmente. Ed è su quest’ultima fattispecie che oggi ci soffermiamo….

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L’iniziazione alla riparazione della gomma bucata

L’iniziazione da parte del papà, del nonno, dello zio, del fratello maggiore o del cugino, era rigida. Sacra, oseremmo dire.
Tanto per cominciare, oltre che di pazienza, occorreva munirsi di bacinella, carta vetrata, vecchia camera d’aria, forbice, mastice e… posate (di nascosto dalle donne di casa, perché di norma, si piegavano).

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Le posate

Le posate (usate al contrario) erano infatti surrogati  delle 2/3 leve (oggi prodotte in plastica industriale ad alta resistenza) per rimuovere dal cerchio gli pneumatici. Che poi dovevano essere percorsi dall’interno con la mano, alla ricerca del chiodo o della spina che avevano forato la camera d’aria, se ancora presenti (altrimenti l’intervento sarebbe stato vanificato).

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Bollicine

La bacinella, riempita d’acqua, serviva invece ad individuare il foro della camera d’aria (gonfiata all’uopo) attraverso bollicine indiziarie.

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Carta vetrata, toppa e mastice

Per parte propria, la carta vetrata era necessaria per pulire l’area della camera d’aria forata e renderla adatta al successivo intervento. Quest’ultimo prevedeva l’applicazione della toppa ricavata da una precedente camera d’aria non riparabile (o eccessivamente riparata) attraverso l’apposito mastice (forse l’unico elemento professionale non surrogabile o comunque difficilmente equiparabile).

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I rischi del mestiere

In sé la procedura non era particolarmente complessa. I problemi giungevano, generalmente, in sede di asciugatura della toppa incollata (i famosi Tip Top sarebbe arrivati un po’ di anni dopo), con distacchi prematuri o postumi. Oppure, altrettanto frequentemente per i neofiti della riparazione, in sede di rimontaggio della camera d’aria.  Attraverso i deleteri pizzicotti provocati dal cucchiaio/leva che tagliava la camera d’aria imponendo la ripetizione dell’iter.

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