Anni 70. Quando il nostro Netflix era il Motorcinex per i Super 8 o il Festacolor per le diapositive. Tra pellicole che si arrotolavano e lampadine che bruciavano

Super 8

Sul finire degli anni ’60 il Super 8 era una grande novità tecnologica. Di fatto, lo possiamo considerare l’antesignano dell’odierno on demand.
Si potevano vedere i filmini di Disney, i cartoni animati di Hanna-Barbera, le comiche di Stanlio e Ollio e i film western quando si voleva.

Super 8 ad alta rotazione

Certo, la scelta dipendeva dalla disponibilità delle bobine in Super 8 acquistate e quindi capitava che un cartone o un film lo si vedesse 40 o 50 volte. Ma la possibilità di decidere quando e cosa vedere senza dipendere dai programmatori tv che peraltro erano solo quelli di due canali (al meglio tre o quattro per i fortunati che potevano vedere la Tv Svizzera e/o Capodistria) era un qualcosa di grandioso.

Il Minicinex Harbert ed il Festacolor

C’erano il Cine Royal Gioca 8, il Cine Max e il Mupi P25. Ma il non plus ultra era il Minicinex Harbert; non tanto perché fosse più evoluto degli altri, quanto perché era pubblicizzato alla grande sui giornaletti per bambini (Topolino in testa). Ma quasi sempre si partiva dallo scarsissimo Festacolor per proiettare in sequenza le diapositive (una noia infinita).

Super 8

I problemi tecnici

Il problema, tuttavia, erano gli inconvenienti tecnici: dalla lampada del proiettore che si fulminava (quasi sempre all’avvio, dopo che magari erano stati invitati tutti gli amici o i parenti per il grande evento) senza disporre di quella di ricambio. O ancora la pellicola che bruciava per il calore o si arrotolava.
Tuttavia, ancora oggi, quantomeno in un angolo della nostra memoria, quel proiettore in Super 8 è ancora saldamente presente…

  • 70-80.it

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