1966. Esce Viaggio Allucinante, attribuita erroneamente a Isaac Asimov. Che però non voleva nemmeno scrivere il romanzo

viaggio allucinante

Nel 1966 la 20th Century Fox decise di produrre il film di fantascienza Viaggio Allucinante (Fantastic Voyage), dopo aver acquistato i diritti della storia dagli autori Otto Klement (1891-1983) e Jerome Bixby (1923-1998).
La sceneggiatura fu scritta da Harry Kleiner (1916-2007). La produzione lo definì il film di fantascienza più costoso mai realizzato.

Il romanzo di Isaac Asimov

Viaggio Allucinante venne attribuito per errore alla penna di Isaac Asimov (1920-1992), perché il romanzo omonimo commissionato allo scrittore fu pubblicato sei mesi prima dell’uscita del film.

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Ad Asimov non piaceva

La Bantam Books offrì ad Isaac Asimov la somma di 5 mila dollari (negli anni ’60 una bella cifra) per il romanzo. Ma lo scrittore, che era anche uno scienziato, in un primo momento si rifiutò, perché la miniaturizzazione della materia all’epoca era dal punto di vista scientifico impossibile e non voleva passare per ciarlatano. Alla fine, tuttavia, si fece convincere.

Viaggio Allucinante1

La trama

Viaggio Allucinante, diretto da Richard Fleischer (1916-2006), che in passato aveva studiato anatomia umana, racconta la storia di un gruppo di scienziati che per salvare la vita di un uomo, scienziato anche lui, viene ridotto in dimensioni microscopiche e introdotto con un sottomarino nel corpo del paziente.

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Una scienziata sex symbol

Fra i protagonisti di Viaggio Allucinante compare Raquel Welch (1940), uno dei maggiori sex symbol hollywoodiani del periodo, nel ruolo di Cora Peterson. Nel cast ci sono anche Stephen Boyd (1931-1977) nella parte di Grant, Donald Pleasence (1919-1995) in quella del dottor Michaels e Edmond O’Brien (1915-1985) nelle vesti del generale Carter.

Viaggio Allucinante2

Pellicola sfortunata

Pur avendo vinto due premi Oscar, uno dei quali per gli effetti speciali avveniristici, Viaggio Allucinante fu un film sfortunato: il budget iniziale di 5 milioni di dollari fu sforato di un milione. Secondo le previsioni della Fox, avrebbe dovuto guadagnare al botteghino quasi dieci milioni di dollari, mentre ne incassò poco più di otto. Infine, un’ultima curiosità: Leonard Rosenman (1924-2008) compose le musiche senza vedere il film. (E.M. per 70-80.it)

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