1980. Il Banco del Mutuo Soccorso canta Paolo Pa, canzone che affronta il complesso tema del travestitismo

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Chi era il Paolo che con “trucco invadente” e “vestito d’angelo assassino” passando col “cuore in fretta” per il cortile, andava “al parco la domenica”?
Ecco la vera storia del protagonista del mitico brano del 1980 (lp Urgentissimo) del Banco del Mutuo Soccorso.

Senza veli. Di ipocrisia

Onore al merito per il Banco del Mutuo Soccorso (Banco) – esempio più rappresentativo insieme alla Premiata Forneria Marconi, agli Area e a Le Orme di rock progressivo in Italia – per aver saputo trattare con tatto ma determinazione un tema delicatissimo. E per giunta in un’epoca ancora fortemente condizionata da vincoli culturali e religiosi, senza veli d’ipocrisia.

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Travestitismo

Parliamo del complesso tema del travestitismo (“lo sguardo dolce e ridente vestito d’angelo assassino e poi quel trucco invadente”) e della prostituzione maschile (“che fai al parco la domenica?”).

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I precedenti

In realtà, già Renato Zero (1950) e Ornella Vanoni (1934) tre anni prima ci avevano provato, rispettivamente con Mi vendo e La storia di Marcello, i Pooh (nel ’76) con Pierre e, addirittura nel 1967, i Pink Floyd conArnold Layne. Ma, almeno in Italia, il messaggio non era giunto con la stessa efficacia.

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Quello che diceva Aznavour

Per contro, in Quello che si dice, Charles Aznavour (1924-2018), nel 1972, aveva già affrontato lo spinoso tema. Ma il pezzo era stato immediatamente bandito da tutte le trasmissioni della RAI (non c’erano ancora le emittenti private) e quindi non era riuscito ad emergere.

Pasolini? No…

Da alcuni riferito a Paolo Pasolini (1922-1975), in realtà il Paolo del brano era un amico del gruppo Banco del Mutuo Soccorso che abitava col suo segreto (“ma perché non l’hai detto?”) in un piccolo paese della provincia romana (“e’ difficile da noi in periferia, qui la gente non capisce e fa la spia“).

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Passo veloce cuore in fretta

Paese dal quale si recava di nascosto (“passo veloce cuore in fretta, quando attraversi il cortile, qualcuno forse già sospetta il tuo sorriso d’aprile e gli amici poco sanno dove vai, cosa fai tua madre in fondo che ne sa“) nella Capitale per vivere la sua identità interiore.

Tributo

A lui, dopo il suicidio, fu dedicato il brano dalla voce solista del Banco, Francesco Di Giacomo (1947-2014).

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