1965. La Lancia Fulvia Coupé ispirata da una barca sconvolge il mercato. Al contrario della berlina sarà un successo senza pari fino al 1976

70-80-ti-ricordi bianco

La Lancia Fulvia Coupé aveva stregato il mercato sin dalla sua presentazione. La vettura si poneva ad anni luce di distanza, quanto a stile e performance, dalla berlina, che, al contrario, era stata accolta tiepidamente dal mercato. Eppure la Fulvia derivava dall’idea di una… barca.

Il motoscafo Riva

Elegante, sportiva ma abbordabile, la Fulvia Coupé era infatti stata disegnata da Piero Castagnero, classe 1922, su ispirazione del famoso motoscafo Riva.

  • 70-80.it app

2+2

Costruita nella fabbrica Lancia di Chivasso, la Fulvia Coupé era una berlinetta sportiva a 2+2 posti, dall’aspetto aggressivo e curato sin dai minimi particolari. Uno di questi era la famosa plancia rivestita in vero legno.

lancia fulvia

Il motore della Fulvia

Progettata sul pianale accorciato (il passo era di 2330 mm, cioè di 150 mm più corto) della berlina, la compatta coupé Lancia era spinta, al momento del debutto da una versione di 1216 cm³ da 80 CV del V4.

Lancia Fulvia

La leva a cloche tra i sedili

L’alimentazione era a due carburatori a doppio corpo Solex, mentre il cambio (a 4 marce) aveva la leva a cloche tra i sedili. Grazie al peso contenuto in 950 kg, la piccola sportiva raggiungeva i 160 km/h.

Lancia Fulvia Coupé

Il potenziamento a 88 del 66

Non soddisfatta delle già eccellenti performance, la Lancia introdusse nel 1966 un motore da 88 CV del motore sulla versione HF alleggerita con cofani e portiere in una speciale lega d’alluminio e magnesio denominata Peraluman.

  • 70 80 action Google Home
    Pubblicità

Un po’ tamarra. Ma con classe

La carrozzeria fu alleggerita, grazie all’eliminazione dei paraurti (soluzione invero un po’ trash), alla semplificazione dell’allestimento interno, all’utilizzo di lamiere più sottili nelle parti non strutturali e all’adozione di un lunotto a vetri posteriori in plexiglas.

Lancia Fulvia

Le bande su cofani e tetto

Esteticamente la Coupé HF era riconoscibile per un’altra caratteristica tamarra: la banda verniciata giallo/blu su cofani e tetto. Oltre che per l’elefantino sui parafanghi anteriori e la verniciatura in Amaranto di Montebello.

Lancia Fulvia

La versione Rallye

Con l’introduzione del motore 1298 da 87 CV della Rallye 1,3 il motore della coupé 1,2 venne portato a 1231 cm³ per uniformare il ciclo di produzione e l’offerta della motorizzazione 1,2 (mantenuta per motivi esclusivamente fiscali). Le nuove motorizzazioni vennero modificate nell’angolo di bancata, riducendolo a 12°45’28”, per ottenere un alesaggio maggiore. Era il preludio al lancio di una vera versione sportiva da far correre nei Rally, che avvenne l’anno successivo con la presentazione della versione Rallye 1,3 HF.

  • Voci alla radio
    Pubblicità

HF da 101 cavalli

Le novità apportate all’HF, rispetto alla versione standard, furono molte e sostanziali, tali che la potenza crebbe a 101 CV grazie ad una serie di modifiche: pistoni, albero motore, rapporto di compressione, carburatori.

Il primo Fanalone

I successi di categoria ottenuti dalla HF, ispirarono la versione HF fanalone di serie che, con propulsore potenziato a 143 CV e dotato di radiatore dell’olio, prese il posto della versione standard nel 1968.

lancia fulvia

Fiorio

Intuendo le potenzialità della vettura, che coi suoi 1298 cm³ non poteva competere per il titolo assoluto, Cesare Fiorio (1939), responsabile del Reparto Corse Lancia, ottenne, nonostante le risicate risorse finanziarie, il benestare per sviluppare ulteriormente l’HF.

Il Fanalone del 69

Il risultato fu la Rallye 1,6 HF del 1969 (detta anche Fanalone, per via dei fari interni più grandi di quelli esterni): 1584 cm³, 120 CV (160 CV la versione da corsa), 850 kg, cambio a 5 marce, assetto da corsa (camber negativo), sterzo diretto e cerchi in lega con pneumatici maggiorati. La fanalone permise alla Lancia di aggiudicarsi numerosi rally ed il Campionato del Mondo del 1972.

  • MCL Avvocati Associati
    Pubblicità