1977. I Santa Esmeralda rivedono Don’t Let Me Be Misunderstood, lanciata nel ’64 da Nina Simone ma conosciuta per la versione dei The Animals del ’68. Risultato? Oggi tutti assegnano la paternità del pezzo ai Santa Esmeralda

Snta Esmeralda

Tra gli anni ’70 e gli anni ’80 prende piede la rielaborazione in chiave pop-disco e pop-rock di pezzi (generalmente di pregio, ma di generi differenti) del decennio precedente che in molti casi ottengono riscontri tali da offuscare per sempre (perlomeno per il pubblico di massa) quelli originari.
E’ il caso di On the road again del 1977 dei Rockets (cover del pezzo omonimo del ’68 dei Canned Heat), di Bette Davis eyes di Kim Carnes (cover del 1981 dell’originale del ’74 di Jackie DeShannon) e, soprattutto, di Don’t Let Me Be Misunderstood dei Santa Esmeralda. In quest’ultimo caso il brano è infatti riportato al successo in ben due occasioni, con un progressivo cambio di ritmo (col risultato che l’ultima versione è ormai profondamente differente dalla prima).

La genesi

Nel 1977 il gruppo Santa Esmeralda, fondato dal “senza-età” Leroy Gomez (Wareham, 1950), afro-americano di origini portoghesi, con trascorsi nei Tavares (rivali dei Commodores di Lionel Ritchie) rielabora in chiavo disco-latina il pezzo scritto da Bennie Benjamin, Gloria Caldwell e Sol Marcus per la cantante e pianista Nina Simone, che lo aveva registrato per la prima volta nel 1964.

La versione dei The Animals

In realtà,  però, nel 1977, Don’t Let Me Be Misunderstood era già conosciuto dai più per un’altra versione: quella del 1965 in chiave blues-rock dei The Animals.

Paternità distorta

Il risultato di tale curioso fenomeno fu che, come fino al 1977 la cover dei The Animals aveva oscurato il pezzo di Nina Simone, da allora ad oggi il grande pubblico ha attribuito la paternità di Don’t Let Me Be Misunderstood  ai Santa Esmeralda…

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